I gruppi di lettura, fedeli alleati contro la solitudine digitale

Viviamo nell’epoca dell’ipercomunicazione: chattiamo, ci connettiamo, spiamo la vita altrui. Spendiamo il nostro tempo a fotografare, condividere e inviare faccine che non rispecchiano mai il nostro reale stato d’animo. Tutto pur di non ammettere che abbiamo dimenticato come guardare le persone negli occhi e creare contatti. Viviamo nell’era della solitudine digitale. Incapaci di comunicare davvero per accettare uno scambio di idee non unidirezionale, ci rifugiamo dietro schermi che, per propria natura, non potranno mai ribattere niente. Sempre solerti nel commentare e nel fornire pareri su qualsivoglia argomento sui social network, scopriamo poi che dal vivo le nostre menti non sono così feconde, né le nostre vedute così aperte.

In un simile contesto, le associazioni giovanili, siano esse culturali o di volontariato, gridano un’esigenza di equilibrio. Tra queste, una forma di aggregazionismo sempre più frequente e apprezzata è costituita dai club del libro, cioè gruppi che periodicamente si incontrano per discutere di letteratura, avviando dei veri e propri dibattiti e instaurando persino piacevoli amicizie. È così che la lettura rinuncia alla sua primitiva natura di attività intimistica per diventare un ponte verso la riscoperta dei rapporti umani. Si potrebbe obiettare che il Web sia già pieno di gruppi di lettura online, i quali poco o nulla favoriscono le nuove conoscenze e gli scambi interpersonali. Premesso che quest’affermazione non corrisponde del tutto a verità, certamente i club del libro fisici, in cui sono previsti incontri reali tra persone della stessa zona, rispondono meglio al bisogno di reciprocità. Non a caso, oramai, in Italia quasi tutte le grandi e medie città possono vantare un buon numero di gruppi di lettura, spesso organizzati in librerie o in biblioteche. Non di rado, tuttavia, capita che comitive di under 30 si riuniscano autonomamente in luoghi pubblici quali bar e caffetterie.

Ogni gruppo che si rispetti è amministrato da una o più persone, le quali si assumono gli oneri della gestione e del mantenimento della coesione tra chi partecipa. Dopo avere impostato delle regole e delle linee guida ben precise, si procede alla scelta del testo da leggere in previsione della riunione successiva. Questo è un passaggio fondamentale per la sopravvivenza del club, poiché consente a chiunque di farsi conoscere attraverso i propri gusti letterari. Per tale ragione è necessario che il metodo di selezione dei titoli sia il più democratico possibile e che incoraggi i singoli individui a rendersi attivi, accettando con educazione e apertura mentale anche le proposte altrui. Il cardine di ogni club locale, però, è senz’altro rappresentato dagli incontri periodici, generalmente mensili: si tratta del momento perfetto per instaurare legami, interfacciarsi con il resto del gruppo e discutere apertamente delle proprie idee e passioni, esponendosi davvero e lasciandosi conoscere per chi si è.

L’essere umano, infatti, è un animale sociale per natura: ha bisogno del confronto e soltanto così riesce a plasmare la sua identità nel mondo. Schiarirsi la voce, esprimere il proprio pensiero, ascoltare idee singolari e accettare il contraddittorio sono tutti atti di maturità, per certi versi, liberatori: rappresentano una forma di condivisione vera, ben distante dall’impalpabilità dei social network. All’interno di un gruppo di lettura, tra l’altro, è possibile incontrare le personalità più disparate, che incoraggiano confronto con un caleidoscopio di diversità, sempre in bilico tra l’autodistruzione e l’arricchimento. Questo perché decidere di partecipare a una realtà del genere significa, prima di tutto, lasciarsi stuzzicare dall’idea di avere a che fare con persone anche molto diverse da sé: e ben venga.

Insomma, in un’epoca in cui si vende a poco prezzo l’idea di una comunicazione illimitata che, però, ha poco da dire, i club del libro mantengono ancora vivo il dialogo alla vecchia maniera, quello instaurato da persone per persone vere e palpabili. Senza dimenticare quanto gruppi simili riescano a promuovere il valore della lettura in una società che ci vorrebbe inerti di fronte a un display. Cosa aspettate, dunque, a mettere via lo smartphone e a cercare il gruppo di lettura più vicino a voi? Potreste sul serio correre il rischio di riscoprire quanto il mondo reale sia più colorato e vivace di quello virtuale.

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