La magia del progetto EscenaErasmus tra teatro e reti sociali

In questi giorni in Italia stiamo scontando la pena dell’isolamento in casa per proteggerci dal del Covid-19: tutto è come congelato, alcune attività lavorative sono sospese e chi studia all’università segue le lezioni o sostiene esami e tesi di laurea tramite videocamera, auricolari e microfono. Proprio in ambito universitario i progetti di mobilità internazionale –comunemente noti come progetti Erasmus – sono stati tutti bloccati, da e verso l’Italia. Questo mi ha portato a riflettere a quanto sia stata fortunata a prendere parte l’anno scorso a un progetto estremamente interessante e variegato, che permette a studenti di tutta Europa di passare un anno in Spagna in veste di attori e attrici di teatro: EscenaErasmus.

Il progetto ha sede all’Università di Valencia e quest’anno raggiunge il suo decimo anno di attività e offre ogni anno a chi manifesta la volontà di voler prendere parte al progetto la possibilità di progettare e mettere su uno spettacolo teatrale in lingua spagnola e in lingua valenciana, al fine di promuovere l’importanza di una comune identità europea e capire come questa ci renda uguali. Ad oggi altre sedi sono dislocate in Germania (Marburgo), Italia (Padova e Cagliari) e Polonia (Lodz), e l’obiettivo principe di questo ambizioso progetto è quello di creare e ampliare una rete di università europee in grado di agevolare lo scambio di idee e intuizioni tra le comunità studentesche, sia in ambito teatrale che in ottica culturale, sociologico e artistica.

Si può avere l’onore di prendervi parte anche facendo richiesta di un Erasmus post-laurea, come ho avuto la possibilità di fare io. Ad ogni edizione si organizzano delle selezioni per scegliere coloro che avranno la possibilità di seguire innanzitutto dei corsi di formazione teatrale (riscaldamento corporeo, esercizi di improvvisazione, riscaldamento vocale, studio del proprio personaggio e del copione) e di andare poi in scena con un primo spettacolo a febbraio e con un secondo durante l’estate, partendo per un tour con la compagnia per i paesi della comunità valenciana, in modo tale da sensibilizzare anche le comunità più piccole alle tematiche europee. Si può avere la fortuna di aderire o in qualità appunto di attori e di attrici (se si arriva in tempo per le selezioni di settembre e ottobre) o, se si arriva al secondo semestre e il cast è già stato scelto, in qualità di cover, ovvero in sostituzione di eventuali membri del cast.

Superato il gap linguistico – perché la lingua studiata sui libri non è mai quella parlata nella vita reale, specie se ci si confronta con il valenciano e non con lo spagnolo castigliano – si può cominciare a godere davvero di questa magnifica esperienza, prendendo parte alle lezioni di recitazione (ogni anno chi gestisce EscenaErasmus sceglie un o una regista di rilevante importanza nelle scene teatrali spagnole odierne per dirigere lo spettacolo). Vista l’atmosfera amichevole e una sana allegria che pervade le lezioni giornaliere, potreste correre il rischio immediato di sentirvi come a casa, percependo allo stesso tempo come un lusso l’opportunità di condividere un’esperienza artistica con giovani di tutta Europa (e dell’Africa, addirittura!), viaggiare ogni mattina per un mese per villaggi immersi tra le montagne (come Barx o Chera) o splendidamente conservati, come il piccolo gioiello medievale di Morella.

L’esperienza può comunque mettere a dura prova riflessi e intuizione: a volte vi si potrebbe chiedere di imparare le battute di un personaggio in una notte sola per sostituirlo il giorno dopo, oppure dovreste avere la prontezza di improvvisare un nuovo riscaldamento fisico e vocale per tutta la compagnia. Personalmente ho assaporato anche il gusto di trasmettere al resto del corso alcuni esercizi di canto corale che fanno parte della mia formazione e quando il gruppo, entusiasta, mi ha chiesto di rifarlo prima di una funzione, mi sono sentita piena e soddisfatta come mai prima di allora. Oltretutto, il teatro può avere anche una valenza anche in una società in cui una tecnologia sempre più imperante rischia di fagocitarci.

EscenaErasmus sa quindi dimostrare magnificamente che sì, il teatro può e sa creare delle reti sociali e artistiche forti tra persone, incoraggiando a maturare una coscienza europea e una nuova sensibilità civica. Per questo motivo, fate attenzione: andate in Spagna se scegliete EscenaErasmus, ma sappiate che vi aspetterà anche un viaggio dentro di voi capace di cambiarvi per sempre. Preparatevi!

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