La fiesta de la Tomatina, quando per tradizione si lanciano pomodori

La vita non è una festa, ma la festa a volte è vita, o quantomeno è su questo che si basano per lo più le tradizioni popolari: in entrambi gli emisferi e da polo a polo, tra celebrazioni e riti ogni occasione è buona per festeggiare. Curiosando tra testi antropologici, esperienze tramandate in siti di viaggi e semplici notizie Web, non è raro, infatti, imbattersi nei rituali peculiari di strambi e divertenti festeggiamenti. Si tratta di eventi folkloristici che fanno parte della nostra storia e che oggi più che mai, a fronte dei vari annullamenti dovuti all’epidemia di Covid-19, meritano di essere ricordati.

A Buñol, circa 30 km dalla cittadina spagnola di Valencia, ogni estate per esempio prende vita il Festival de la Tomatina. Conosciuta in Italia anche con La festa del pomodoro, la Tomatina accoglie ogni 29 agosto circa 50.000 persone, tanto da essere stata recentemente acclamata come festa nazionale di interesse turistico ed essere conosciuta anche oltre oceano come «the most important tomatoes party of the world», secondo diverse testate. Di primo acchito la celebrazione pare alquanto bizzarra, ma diventa estremamente divertente mano man che ci addentriamo nella sua essenza.

La sua origine è avvolta in un semi-mistero. Grazie a fonti del passato che hanno trovato la loro attuale diffusione su Internet, nonché per merito di alcuni saggi antropologici quali La antropología como pasión y como práctica di Honorio Velasco Maillo, la data di nascita della Tomatina si colloca nell’estate del 1945, quando durante una manifestazione musicale un gruppo di adolescenti di Buñol, nel ballare tra la folla, urtò alcune persone più adulte. La rissa che ne scaturì diventò così veemente che un negozio ortofrutticolo poco lontano fu preso d’assalto, e la sua frutta e verdura venne lanciata in aria dando vita a una stramba “battaglia”. La zuffa senza dubbio non passò inosservata e coinvolse quasi ogni partecipante del festival, tanto da venire riproposta nell’edizione successiva. Ci vollero almeno cinque anni, durante i quali necessario fu l’intervento delle forze dell’ordine, prima che a seguito di una richiesta della cittadinanza si pensasse di tramutare l’evento in una vera e propria festa paesana.

Alle 11 del 29 agosto di ogni anno, dunque, la Tomatina parte ora con un boato, non appena un razzo viene lanciato su nel cielo dal sindaco o dalla sindaca e dà inizio alla festa. Giovani, ma non solo, cantano e ridono al grido di «Los to-matos! Los to-matos!» (it. i pomodori! I pomodori!) e due camion carichi della verdura protagonista fanno il loro ingresso nella piazza del paese, osservati come faremmo al ristorante appena servono al tavolo il nostro piatto preferito. Da qui ha inizio la battaglia, con una sola importante regola: schiacciare i pomodori della qualità più morbida prima di lanciarli, per evitare di causare dei danni alle persone. A divertire è anche la presenza del Palo Jabón, su cui ragazzi e ragazze tentano di arrampicarsi cadendo rovinosamente a causa del grasso che ci è spalmato sopra: tra risate e scivolate comiche, alla fine vince chi riesce ad arrivare in cima e a conquistare il premio (solitamente un pezzo di jamón, cioè di prosciutto).

Navigando sul Web, si scopre inoltre che la Tomatina viene menzionata in diversi blog di viaggi. Uno in particolare attira l’attenzione perché ha stilato una piccola lista di consigli utili per “sopravvivere” all’evento; tra questi, non indossare le infradito ma preferire le scarpe da ginnastica, indossare dei vestiti che possano esser gettati (il pomodoro fresco è duro a smacchiare), non portare borse con effetti personali dentro, accettare il fatto che alcuni pomodori potrebbe fare un po’ male, non scattare selfie per proteggere lo smartphone e… non bere, perché perdere il controllo in questi contesti non solo è sconsigliabile, ma è pure inutile: la pura adrenalina nata dal divertimento basta per sentirsi parte di un qualcosa di unico. Dicevamo, non a caso, che la vita non è certo una festa, anche se a Buñol, l’ultima domenica di agosto, la festa diventa vita. Basta volerlo.

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