La segale cornuta nella storia e il ruolo dell’ergotismo ai tempi della caccia alle streghe

«La paura o la stupidità sono sempre state alla base della maggior parte delle azioni umane», diceva Albert Einstein. A qualche giorno di distanza dalla notte di Halloween, il cui rito rimane sempre in bilico tra storia, magia e profitto, mi è sembrato doveroso soffermarmi su una delle cause delle più terribili persecuzioni di esseri umani, principalmente donne, con l’accusa di stregoneria. Secoli dopo l’ondata di terrore che pervase l’Europa e gran parte dell’America, infatti, le streghe continuano a esercitare un forte fascino, sebbene si tenda a trascurare l’origine dei loro straordinari e tanto romanzati poteri oscuri riconducibili, spesso, all’ergotismo.

Con il termine ergotismo si intende la malattia causata dal patogeno fungino Claviceps purpurea, definito anche ergot (dalla parola francese argot, che significa sperone) in riferimento agli sclerozi, strutture dal marrone scuro al nero che ricordano lo sperone di un gallo e che rappresentano i corpi fruttiferi del fungo ascomicete sporgenti dalle spighe di segale infette. Le masse di tessuti ifali fungini che contaminano la cosiddetta segale cornuta appaiono sotto forma di piccoli cornetti scuri e contengono sostanze chimiche, principalmente alcaloidi, la cui ingestione provoca gravi intossicazioni negli animali che si nutrono di questa graminacea fin dall’antichità.

In aree rurali in cui il sostentamento non poteva dipendere unicamente dal grano, l’impiego comune di farina di segale contaminata da polvere di sclerozi fungini, che potevano anche passare inosservati alla mietitura e alla setacciatura, portava di frequente a manifestazioni fisiche e psichiche dell’ergotossicosi. Alcuni dei sintomi più comuni includevano deliri, sensazioni di formicolio sulla pelle, stato di agitazione perenne, convulsioni, allucinazioni e spasmi muscolari violenti. Ecco perché questa malattia, di cui non si conoscevano ancora le cause scatenanti, fu spesso associata alle forze maligne e al demonio, giocando un ruolo storico non indifferente nelle condanne al rogo delle streghe del villaggio di Zugarramurdi, nei Paesi Baschi, agli inizi del XVII secolo. Soltanto nel 1853 il ciclo riproduttivo della Claviceps purpurea fu identificato e descritto dal botanico francese Louis René Tulasme, facendo luce per la prima volta sulle torture inflitte fino a quel momento.

Nel 1976 la psicologa Linnda Caporael, professoressa presso il Dipartimento di Studi Scientifici e Tecnologici del Rensselaer Polytechnic Institute di Troy (nello Stato di New York), ipotizzò che un’epidemia di ergotismo fosse alla base della caccia alle streghe di Salem avvenuta in Massachussets a partire dal 1692, poiché aveva notato che la sintomatologia trovava riscontro nei documenti processuali dell’Inquisizione. Un altro elemento a supporto di questa teoria derivò dal fatto che la ruggine del grano negli anni Sessanta del Seicento aveva spinto i coloni a sostituire le piantagioni di frumento con quelle di segale, tant’è che i resoconti del 1691 parlavano di primavere ed estati calde, umide e piovose, in grado di favorire la crescita e la diffusione del fungo. Anche in relazione al cosiddetto marchio diabolico (segno sulla pelle che si ricercava come testimonianza oggettiva dell’appartenenza alla setta delle streghe) sono state suggerite connessioni con gli effetti cancrenosi dell’ergot conseguenti a un processo di vasocostrizione, il quale riduce l’afflusso di sangue agli arti rendendoli gonfi e infiammati finché subentra la necrosi.

Inoltre, dal saggio Come le malattie delle piante hanno inciso su vita e storia dell’uomo (L’informatore agrario Edizioni, 2015) di Giuseppe Ugo Belli, docente di Patologia vegetale per oltre quarant’anni presso l’Università degli Studi di Milano, si evince che le forme epidemiche di ergotismo non sono sempre state accidentali: nei primi anni del Novecento, tra gli alcaloidi presenti negli sclerozi del fungo Claviceps pupurea, il chimico svizzero Albert Hofmann riuscì a isolare l’LSD (dietilamide dell’acido lisergico), considerato ancora oggi una fra le più potenti sostanze psichedeliche esistenti e il cui uso è illegale anche per uso medico. Ciò portò a un’esplosione di studi e pubblicazioni sull’utilizzo dell’LSD nei più disparati ambiti psicoterapeutici, vista la sua capacità di stimolare le fibre nervose serotoninergiche (perfino Aldous Huxley chiese alla moglie di iniettargli LSD prima di morire a causa di un cancro alla laringe).

Nel frattempo, i servizi segreti di vari Paesi ne sperimentarono le potenzialità per il controllo mentale fino al secondo dopoguerra, sfruttando a tale scopo delle cavie umane involontarie. Lo scrittore e giornalista investigativo Hank Albarelli, nel suo A Terrible Mistake: The murder of Frank Olson and the CIAS’s secret Cold War Experiments (Trine Day, 2009), arrivò a denunciare la cospirazione della CIA che si celava dietro il misterioso e inquietante caso di follia collettiva registrato a Point-Saint-Esprit nell’agosto 1951, rientrante presumibilmente nel famoso progetto MKULTRA. Fu così che un avvelenamento di massa della popolazione francese locale, dovuto al presunto uso di farina di segale avariata in una panetteria, aiutò a capire quanto la realtà storica, talvolta, possa rivelarsi distante dall’immagine astratta che ce ne costruiamo noi.

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