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Babbo Natale esiste? Attenzione alla risposta di Google!

Questo è un articolo per persone di tutte le età, perché com’è chiaro basta sapere leggere per arrivare fino a qui. Che si abbiano nove anni o novanta, quindi, il nostro obiettivo è approcciarci all’argomento con la dovuta attenzione. Fatta questa premessa, che chi ha orecchie per intendere intenderà, passiamo ai fatti: 1,1 milioni di minori nel mondo hanno già scoperto online che Babbo Natale non esiste digitando la domanda su Google, secondo le statistiche di Exam Paper Plus.

Più nel dettaglio, stando a questa analisi, «Quanti anni ha Babbo Natale?» viene cercato 186.900 volte ogni anno, «Dov’è il polo Nord?» 182.300 volte, «Gli elfi esistono?» 47.700 volte e «Le renne possono volare?» ben 3.900 volte, per non parlare delle 3030 volte di «Babbo Natale ha figli?», a cui il motore di ricerca risponde secondo i suoi consueti criteri di posizionamento SEO. Ma sarà un parametro adeguato alla curiosità di chi naviga su Internet per scoprire la verità?

Probabilmente hanno ragione assistenti vocali come Siri, Alexa o lo stesso Google Assistant a restare sul vago, quando alla richiesta «Babbo Natale esiste?» se ne escono con frasi sibilline quali, rispettivamente, «Sì, ma fammi chiedere prima alla Befana», «Tutto quello che so è che qualcuno mangia davvero i biscotti destinati a Babbo Natale» o «Certo che ci credo, ma se ricevessi un regalo sarei ancora più sicuro», per lo meno fino all’ultima volta in cui Nostrofiglio.it ha provato a controllare. In tal modo, l’85% di chi non ha ancora compiuto 6 anni, come riportano i dati del Corriere della Sera del 2019, non deve cambiare idea all’improvviso su un argomento così spinoso solo perché lo dice un algoritmo.

In un anno complesso come il 2020, in cui non sono mancate le polemiche prenatalizie e un DPCM ad hoc per i giorni di festa, la faccenda si fa ancora più delicata. Anziché limitarsi ai consigli non sempre inclusivi e ragionati di un pediatra che scoraggia perfino regali fuori moda o fuori norma, per evitare che i bambini giochino con le bambole o le bambine con i trenini, sarebbe allora il caso di ricordarsi che Google non è un’autorità in materia di Babbo Natale. Ha mai provato a spedire una lettera al circolo polare artico? No, altrimenti saprebbe che Santa Claus parla tutte le lingue del mondo. Ha mai sentito fruscii sospetti durante la notte del 24? Ha mai visto i piattini e i bicchieri vuoti già all’alba?

E ancora: non ha mai visto Polar Express e capito che la campanella magica non suonerà più, se ci si lascia andare allo scetticismo? Non sa che ne Il figlio di Babbo Natale si capisce come la sua squadra si sappia organizzare perfino nella nostra epoca sovrappopolata e tecnologica? Non ha imparato da Chiamatemi Babbo Natale o da Le cinque leggende che il Babbo esiste ma è sempre in pericolo, se non ci sono abbastanza persone a credere in lui e ad aiutarlo? Non si è commosso guardando l’origine della sua leggenda, raccontata in maniera magistrale in Klaus? Non pensa che ci si possa sbagliare spesso sul suo conto, com’è già accaduto alla mamma di Susan in Miracolo nella 34ª strada?

A quanto pare no, motivo per cui ci sarebbe da diffidare di lui e rivolgersi ad altri canali per ottenere una risposta più calzante. Mamme, papà, insegnanti, parenti: restano loro le persone più esperte su Babbo Natale, quelle che lo conoscono per filo e per segno e che non hanno mai smesso di informarsi, andando ben al di là dei primi 5 o 6 risultati disponibili sul Web. Dopotutto, se da una parte non vi auguriamo di ridurre il 25 dicembre a un’occasione capitalistica e ipocrita per scambiarvi beni materiali fingendo un trasporto verso l’Altro pronto a dissolversi il giorno dopo, dall’altra parte speriamo che non facciate la fine di Ebenezer Scrooge!

I nostri consigli per evitare ogni rischio sono quindi due: in primo luogo, date un’occhiata alle Lettere da Babbo Natale scritte a mano e illustrate che ha raccolto tempo fa per la sua famiglia J.R.R. Tolkien (sì, lo stesso de Il Signore degli Anelli, ne saprà pur qualcosa di slitte e di renne con il naso rosso), per leggere con i vostri occhi le sue avventure e per imparare a conoscerlo più da vicino. In secondo luogo, riflettete sul fatto che il motore di ricerca più famoso al mondo non crede a Babbo Natale, è sempre solo per le feste e non sa cantare Jingle Bells: non sarà che Google è il Grinch sotto mentite spoglie? Dopotutto, l’iniziale è la stessa…

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