San Valentino

Origini, simboli e limiti di San Valentino, tra consumismo e sentimento

Il 14 febbraio si festeggia San Valentino, giorno dedicato agli innamorati e alle innamorate. Non si tratta che della moderna evoluzione della festa pagana dei lupercalia, celebrati in un mese che, con l’allungarsi delle giornate e con l’avvicinarsi della primavera, inaugura il risveglio amoroso di natura e animali.

Da varie testimonianze, come anche da opere di intellettuali del calibro di Geoffrey Chaucer e di William Shakespeare, sappiamo che la celebrazione di San Valentino ha origini molto antiche, mentre l’aspetto consumistico della festa si è sviluppato in secoli relativamente recenti. Ad ogni modo, se le sue usanze sono ben codificate, lo stesso non si può dire del giorno seguente, ossia San Faustino, protettore di chi l’anima gemella ancora non l’ha incontrata: questa giornata, meno rinomata, è refrattaria alla commercializzazione che si è impadronita delle festività principali, data la sua natura maggiormente autoreferenziale. Dal punto di vista religioso, invece, è interessante notare che nel 1969 la Chiesa ha deciso di sopprimere dal calendario liturgico la celebrazione di San Valentino.

Nonostante ciò, attorno al fatidico 14 febbraio si sono costruite nel tempo consuetudini ben note, fra cui concedersi un pasto speciale, scambiarsi doni o dichiarare i propri sentimenti (magari con un biglietto d’auguri), solo per citarne alcune. La tradizione dei messaggi d’amore è ben radicata soprattutto nel mondo anglosassone, tanto che ci sono attestazioni risalenti addirittura al XV secolo; mentre regalare fiori, abitudine di origini antichissime e sviluppata in molte culture, è un modo per comunicare emozioni e stati d’animo attraverso il galateo della florigrafia, che consente di fare il giusto dono per ogni occasione.

Per quanto riguarda il cioccolato, prodotto tipico delle popolazioni indigene dell’America centrale e ingrediente principe della giornata di San Valentino, arrivò in Europa nelle vesti di peccaminoso alimento di lusso; da secoli associato all’erotismo, perse lo status di alimento elitario soltanto in tempi più vicini ai nostri giorni. Si narra che il primo a collegare l’idea del cioccolatino alla ricorrenza di San Valentino sia stato l’inglese Richard Cadbury, e il successo economico di questa intuizione è incontestabile ancora oggi.

Ma come si sposa la celebrazione dell’amore con le ricorrenze di una società globalizzata e liquida, per dirla con Zygmunt Bauman, basata su individualismo e laicità, e che vede l’impegno a lungo termine come una minaccia? Viene da chiederselo anche perché sono molte le persone che non hanno un buon rapporto con San Valentino: i legami affettivi stabili sono in crisi, e molta gente oggi paga con la solitudine lo scotto di una libertà, anche sessuale, considerata inaccettabile fino a pochi decenni fa. La stessa composizione della famiglia è cambiata, e il numero di persone sole cresce di anno in anno, in particolare in tempi di pandemia.

Quello che è facilmente osservabile, considerando nel loro complesso le celebrazioni annuali, è non a caso la loro graduale perdita di senso. Posto che alcune di loro hanno un’origine religiosa, possiamo notare che perfino in Italia, un Paese almeno sulla carta a forte maggioranza cattolica, hanno perso gran parte della loro sacralità e sono state ridotte a occasioni per fare acquisti, svagarsi o riposarsi. E se alcune ricorrenze vanno perdendo popolarità, altre rimangono in auge e si svuotano progressivamente del loro significato primigenio – come il Natale, che pur non essendo una festa nazionale si festeggia in modalità differenti dalle nostre addirittura in Giappone, dove sul totale della popolazione la comunità cristiana rappresenta un’esigua minoranza.

Sarebbe importante, quindi, con l’approssimarsi tanto di San Valentino quanto di qualsiasi altra ricorrenza, chiederci che valore abbia per noi: questo ci permetterebbe di acquisire maggiore consapevolezza e viverla al meglio come frutto di una scelta e non di una consuetudine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *