Freeda, una “ally” che le persone LGBTQIA+ non hanno chiesto

Giugno è stato il mese del pride e io, che sono sempre sul pezzo, torno a parlarne ora che anche luglio sta finendo. In particolare ha fatto abbastanza parlare di sé un articolo di Freeda che diceva: «Che significa, concretamente, essere un “alleato”? Il termine proviene dal vocabolario LGBT+, in cui “ally” indica chiunque appartenga a un gruppo dominante ma combatta per i diritti di … Continua a leggere Freeda, una “ally” che le persone LGBTQIA+ non hanno chiesto

Oltre il ddl Zan-Scalfarotto c’è un’Italia ancora lgbt+fobica

Mentre la classe politica nazionale discute se il ddl Zan-Scalfarotto contro le discriminazioni di matrice misogina e lgbt+fobica sia o no da approvare, l’opinione popolare non sembra affatto turbata dai preoccupanti dati registrati negli ultimi anni riguardo alla violenza, in particolare, perpetrata contro le persone trans e con un’identità di genere non binaria e/o non conforme. Secondo il Transrespect versus transphobia worldwide e il suo ultimo … Continua a leggere Oltre il ddl Zan-Scalfarotto c’è un’Italia ancora lgbt+fobica

Da Miles Davis a Scrubs, 150 anni di lotte per l’uguaglianza “razziale”

Anche se negli Stati Uniti la schiavitù venne abolita nel 1865, non bastarono nemmeno cento anni per affermare che la comunità cosiddetta nera fosse uguale a quella cosiddetta bianca. I due schieramenti si fronteggiarono durante la Guerra di Secessione, tra un Nord abolizionista che voleva cancellare la schiavitù, perché ritenuta incompatibile con i valori americani, e un Sud schiavista che ne rivendicava invece il diritto. … Continua a leggere Da Miles Davis a Scrubs, 150 anni di lotte per l’uguaglianza “razziale”

La teoria delle vetrine infrante: perché la pacatezza verrebbe prima dell’antirazzismo?

Dall’omicidio di George Floyd negli Stati Uniti, le rivendicazioni che hanno occupato le piazze e le testate giornalistiche di tutto il mondo hanno messo l’opinione pubblica davanti a una necessità impellente: parlare di razzismo. Parlare, ma soprattutto ascoltare: da troppo tempo, all’interno degli stessi movimenti sociali e di lotta, le minoranze etniche vengono infatti estromesse dal discorso sulla discriminazione, per quanto si tratti di una … Continua a leggere La teoria delle vetrine infrante: perché la pacatezza verrebbe prima dell’antirazzismo?

Sui moti di Stonewall e sulla persistenza delle disuguaglianze nel mondo

Se dovessi pensare a una parola-chiave con la quale riassumere questi ultimi due mesi, probabilmente opterei per disuguaglianza, un termine dal significato piuttosto eloquente, che designa una condizione sociale e culturale spesso combattuta, e che rimanda ad anni di storia e rivendicazioni. Ne è un esempio la decisione della Corte Suprema americana, risalente ad appena una settimana fa, di impedire il licenziamento di dipendenti perché … Continua a leggere Sui moti di Stonewall e sulla persistenza delle disuguaglianze nel mondo

Lo sport e quel pugno chiuso alzato al cielo da cinquantadue anni

Quella dello scorso 18 giugno è stata una finale di Coppa Italia carica di polemiche. Partendo dall’inizio, va detto che il Napoli ha conquistato la Coppa Italia oltre il novantesimo minuto, ai rigori, con il risultato di 4 a 2. In ordine sparso sono stati criticati: Cristiano Ronaldo, accusato di non aver tirato neanche un rigore; l’uso del pubblico virtuale, creato con una grafica al … Continua a leggere Lo sport e quel pugno chiuso alzato al cielo da cinquantadue anni

Cosa c’entra il caso George Floyd con Colombo, Churchill e “Via col vento”?

Innanzitutto, una premessa: la domanda che dà il titolo a questo articolo è tutt’altro che retorica. Si tratta di una questione che sta coinvolgendo la popolazione di diversi Paesi, non per forza anglofoni e non sempre al di là dell’oceano, e l’intento non è certo quello di arrivare a conclusioni affrettate. Al contrario, la riflessione qui presente nasce dalla necessità di fare chiarezza e di … Continua a leggere Cosa c’entra il caso George Floyd con Colombo, Churchill e “Via col vento”?

Da Nina Simone a Grup Yorum, quando la musica lotta per i diritti sociali

La musica è un modo diretto per veicolare messaggi di ogni tipo e orientare le idee e i comportamenti delle persone. È inoltre un elemento fondamentale fin dall’infanzia per lo sviluppo cognitivo, mentre durante l’adolescenza aiuta a elaborare le proprie emozioni in un periodo di crescita complicato. Ogni brano comunica con le parole determinati pensieri di amore, di amicizia, di delusione e così via: si … Continua a leggere Da Nina Simone a Grup Yorum, quando la musica lotta per i diritti sociali

L’Eurovision non è un programma politico (tranne quando vince Israele)

Chi mi conosce lo sa, nell’arco dell’anno io ho un solo appuntamento fisso e inderogabile: l’Eurovision Song Contest. Purtroppo la gara del 2020 è stata annullata per motivi di sicurezza ed è stata invece proposta una trasmissione commemorativa che sarà possibile seguire in diretta, oltre che su Rai 1, anche su YouTube a questo indirizzo sabato 16 maggio a partire dalle 21:00. Dal canto mio, … Continua a leggere L’Eurovision non è un programma politico (tranne quando vince Israele)

Quattro parole per analizzare l’odio con cui abbiamo accolto Silvia Aisha Romano

«Silvia Romano è stata liberata! […] Silvia, ti aspettiamo in Italia». Con queste parole, il 9 maggio il capo del governo Giuseppe Conte ha annunciato la liberazione e l’imminente ritorno in Italia della volontaria rapita in Kenya nel novembre 2018. Tuttavia, all’iniziale esplosione di gioia con la quale l’opinione pubblica ha accolto la notizia, si è prontamente sovrapposto il borbottio montante di insinuazioni velenose in … Continua a leggere Quattro parole per analizzare l’odio con cui abbiamo accolto Silvia Aisha Romano